Scheda tecnica - Cacatua Galerita Triton

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CACATUA GALERITA
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Il pappagallo Cacatua galerita anche conosciuto con il nome comune di Cacatua ciuffo giallo maggiore è un pappagallo del genere Cacatua appartenente alla famiglia dei Cacatuidae. Il pappagallo Cacatua galerita è originario della zona Pacifico ed è un pappagallo che da adulto può raggiungere una dimensione di 50 cm circa con una vita media di 60 anni circa. È un pappagallo abbastanza rumoroso, la possibilità che impari a parlare è moderata e come alloggio minimo è necessario allevarlo in una voliera. Per quanto riguarda la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES), Cacatua galerita è Appendice B nell’elenco.


DESCRIZIONE

Il cacatua galerita è un magnifico pappagallo che raggiunge il mezzo metro di lunghezza e sfiora il kg di peso corporeo, dal candido piumaggio con un ciuffo erettile giallo limone, le cui sfumature sono presenti anche nella parte inferiore della coda e delle ali.


DIMORFISMO

Il maschio presenta l’iride molto scura, praticamente nera, mentre l’iride della femmina è arancione scuro.


DISTRIBUZIONE

Il cacatua galerita vive su un territorio molto ampio, che abbraccia l’area comprendente il continente australiano, la Nuova Guinea, le isole Aru, la Tasmania, le isole Molucche e la Nuova Zelanda.


RIPRODUZIONE

Il galerita come gli altri cacatua nidifica nelle cavità degli alberi dove la femmina depone 3 uova che vengono covate per un mese circa. I piccoli lasciano il nido verso le dieci/undici settimane. I pulli di cacatua galerita presentano una crescita piuttosto lenta se paragonata a quella di altri pappagalli. A sei/sette settimane spesso non presentano ancora il piumaggio completo. Una caratteristica di questo pappagallo è la cova alternata del maschio e della femmina.


ALIMENTAZIONE

Il cacatua galerita è un uccello particolarmente ghiottone. Adora la frutta matura (ciliegie, uva, frutti tropicali), vari tipi di semi, le noci, i fiori e ha una vera predilezione per il mais ed il grano, tanto da rappresentare, quando si avvicina in stormi nutriti, un problema per frutteti e depositi di granaglie. Non disdegna anche piccoli insetti, semi di diverse conifere, semi di cucurbitacee, e perfino radici e bulbi (in particolare la Romulea rosea).

In cattività può essere nutrito con estrusi, miscela di semi per amazzoni, riso e pasta bolliti, legumi cotti o germinati, pigne e pinoli da sgranocchiare, pannocchie di mais, bulbi, tuberi e radici succulente, zucche. Necessita inoltre di grandi quantità e varietà di verdure: spinaci, cavolfiore, torsoli di cavolo, peperoni, noci, nocciole, mandorle, pinoli, arachidi.

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